Il sistema scolastico italiano
 

divieto sciopero 9 maggio

Gennaro 5 Mag 2017 17:52
Dopo lo sciopero di ieri contro i quiz Invalsi e la legge 107 nella
scuola dell’Infanzia, nella Primaria e Media di primo grado, gravissimo
e ultra-discriminatorio intervento della Commissione di Garanzia che
impedisce ai lavoratori/trici di effettuare il 9 maggio l’*****ogo
sciopero nella scuola Superiore

Lo sciopero di ieri contro i quiz Invalsi e i decreti attuativi della
legge 107 ha avuto un buon successo in tante città ed un risultato
eccellente in particolare in Sardegna dove, anche grazie alla
partecipazione di tanti genitori che hanno tenuto i figli/e a casa, un
numero elevato di scuole sono state completamente chiuse per lo sciopero
di docenti e ATA e. in generale, i quiz sono saltati parzialmente o
totalmente in centinaia di scuole, cosicché i disastrosi indovinelli non
sono stati propinati a migliaia di alunni/e della primaria. Come abbiamo
più volte ricordato, lo sciopero e il boicottaggio dell’Invalsi sono
stati motivati dal fatto che i decreti attuativi hanno aggravato
ulteriormente la centralità già attribuita ai quiz Invalsi nella
valutazione delle scuole, degli studenti e dei docenti, visto che nella
scuola Media di Primo grado le rilevazioni dal prossimo anno
rappresenteranno requisito indispensabile di ammissione all’esame
conclusivo, mentre nella scuola Superiore, dall’anno successivo, gli
studenti verranno sottoposti a quiz i cui esiti saranno riportati
all’esame di Maturità, per essere ammessi al quale sarà indispensabile
aver svolto il test Invalsi. In questo modo, la valutazione predisposta
dai docenti cederà completamente il passo a quella estrapolata dai quiz
standardizzati, con il conseguente ridimensionamento dell’intera
professione docente. Gli insegnanti, per adeguarsi ai quiz, dovranno
conformare la propria didattica agli indovinelli: ne emerge un modello
di docente somministratore di prove standardizzate e “illustratore” di
manuali per quiz, nel quadro dell’immiserimento materiale e culturale
della scuola pubblica e del ruolo degli insegnanti, destinati ad un
lavoro da “manovali intellettuali” tuttofare.
Le buone notizie, che ci sono arrivate dalle scuole ieri, sono state
però oscurate dall’intollerabile e ultra-discriminatorio intervento
della Commissione di garanzia (sugli scioperi) che ha reiterato, con una
decisione gravissima, arbitraria e ingiusta, il divieto, emesso nei
giorni scorsi, di scioperare nelle scuole Superiori il 9 maggio,
giornata di effettuazione di quiz in tale ordine di scuole. Avevamo
appreso una decina di giorni fa, prima con grande sorpresa e sconcerto
poi con decisa indignazione, del divieto frapposto dalla Commissione di
Garanzia allo sciopero del 9 maggio, divieto motivato sfruttando un
sedicente “sciopero generale del Pubblico Impiego” indetto per il 12
maggio da tal “Federazione Sindacati Indipendenti” (FSI), struttura
semisconosciuta e del tutto assente nella scuola. Dopo che centinaia di
docenti avevano chiesto alla FSI di spostare al 9 maggio lo sciopero
delle Superiori, ricevendone risposte sciocche e offensive, abbiamo
inviato il 28 aprile una nota di protesta alla Commissione, in cui
chiedevamo urgentemente la revoca del divieto. In essa abbiamo
sottolineato quanto fosse ingiusta e discriminatoria l’imposizione,
perché in passato ripetutamente la Commissione non ha applicato la
“rarefazione” (cioè l’intervallo tra uno sciopero e l’altro) nel caso
di
sovrapposizioni tra scioperi generali e di categoria, anche perché
altrimenti la convocazione di uno sciopero generale al mese da parte di
chiunque impedirebbe ogni altro sciopero di settore. Tale
non-applicazione è avvenuta anche ultimamente, intorno agli scioperi
generali dell’8 marzo e del Primo maggio, visto che nelle settimane
precedenti e successive tali date sono stati autorizzati numerosi
scioperi di categoria, locali, territoriali. Invitavamo la Commissione a
tenere nel debito conto il fatto che gli effetti dello sciopero della
FSI saranno del tutto nulli nelle Superiori, a causa della loro assenza
dal comparto scuola, mentre il nostro sciopero del 9 riguardava solo
questo settore e di fatto i lavoratori/trici coinvolti nella
somministrazione dei quiz. Ricordavamo, infine, che la convocazione
dello sciopero da parte della FSI aveva potuto precedere di poche ore la
nostra solo perché avevamo dovuto attendere 10 giorni la risposta –
risultata poi negativa - della Commissione sul quesito (che la stessa
Commissione ci aveva sollecitato, garantendo una risposta rapida) a
proposito della possibilità che lo sciopero potesse coinvolgere solo le
attività legate alle prove Invalsi e non la normale didattica. Tutte
queste argomentazioni sono state di fatto ignorate dalla Commissione,
che, nel pomeriggio di ieri, dando di fatto una mano all’Invalsi, al
MIUR, alla ministra Fedeli e al governo dopo il successo della prima
giornata di sciopero, ha reiterato il divieto. Che le nostre ragioni
fossero forti lo dimostra persino il fatto che la prima notifica di
divieto ci è giunta ben due settimane dopo la nostra comunicazione di
sciopero, mentre la risposta alla nostra nota di protesta, con la
conferma del divieto, è giunta cinque giorni dopo la nota stessa e dopo
due giorni di riunione “permanente” della Commissione.
Pur indignati/e per un divieto che colpisce il diritto legittimo di
tanti docenti ed ATA delle scuole Superiori a scioperare contro gli
assurdi quiz Invalsi, e pur più che mai convinti delle nostre ragioni,
ci vediamo costretti ad ottemperare al divieto, ingiusto e assolutamente
discriminatorio, per non esporre i lavoratori/trici a possibili sanzioni
pecuniarie e disciplinari. Pertanto revochiamo lo sciopero da noi
convocato per il 9 maggio nella scuola Media Superiore su tutto il
territorio nazionale e ci auguriamo che possano essere gli studenti ad
ovviare a questa nostra forzata assenza nel sacrosanto boicottaggio dei
disastrosi indovinelli.

Da UNICOBAS
Gennaro 7 Mag 2017 18:38
Visto il grande interesse riguardo a questa violazione di un diritto nei
riguardi degli insegnanti che giustamente mostrano tutto il loro sdegno
per una limitazione che avrebbe inalberato anche l'ultimo dei lavoratori,
ricordo che moltissimi DS hanno imposto ai docenti di matematica e
italiano la correzione delle prove di pomeriggio non si sa se a
pagamento o meno.
Ne sapete qualcosa di più?
luisa 7 Mag 2017 20:34
Il 07/05/2017 18:38, Gennaro ha scritto:
> Visto il grande interesse riguardo a questa violazione di un diritto nei
> riguardi degli insegnanti che giustamente mostrano tutto il loro sdegno
> per una limitazione che avrebbe inalberato anche l'ultimo dei lavoratori,
> ricordo che moltissimi DS hanno imposto ai docenti di matematica e
> italiano la correzione delle prove di pomeriggio non si sa se a
> pagamento o meno.
> Ne sapete qualcosa di più?

A pagamento? Certo ci promettono il paradiso.

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